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Istinto RossazzurroVersione completa

Bologna 2-0 Catania: the horror pagellone…il ritorno

Pietro SantonocitoAggiornato
il pagellone di Istinto Rossazzurro

il pagellone di Istinto Rossazzurro

Il Bologna dell’ex Michele Fini supera il Catania per due reti a zero al termine di una partita dove i rossoazzurri non hanno quasi mai impensierito l’estremo difensore felsineo. Si spengono le luci sul “Dall’Ara” e cala il sipario su agognati, quanto mai utopistici, sogni play-off.

Gillet – 6: Plastico e lineare nelle maggiori offensive locali. Freddo nel dribbling al 23′ dopo un retropassaggio a dir poco azzardato. Una prestazione da vero leader anche in una partita come questa, dove si è perso in maniera abbastanza arrendevole.

Belmonte – 5: Lento, impacciato e macchinoso. Sempre in difficoltà dal primo minuto sulle scorribande rossoblù e poco presente in fase propositiva. Sbaglia parecchi passaggi, anche banali.

Sauro – 4,5: Ci sono casi in cui una persona tenta di “digerire”, di “passare oltre”, di “mettere una pietra sopra” a situazioni che hanno dell’imbarazzante, dello sconcertante e, con paura, possono scaturirne anche delle altre peggiori. Quando un difensore permette ad un attaccante, spalle alla porta, il lusso di girarsi, fraseggiare indisturbato e mettere la palla alle spalle di Gillet non può definirsi un difensore, solo un surrogato abbastanza annacquato.

Ceccarelli – 6: Ahhh…quanto gli è mancato il suo caro compagno di reparto Raffaele Schiavi! Difficile essere ovunque allo stesso momento, complicato gestire una linea difensiva con compagni davvero “indisciplinati”, per non usare parole diverse. In tutto ciò, però, un plauso gli deve essere riconosciuto per la tenacia nei contrasti e per la mole di situazioni complicate sbrogliate.

Mazzotta – 5,5: Alterna buone sgroppate palla al piede a particolari inadempienze in fase difensiva, dove il giovane Mbaye va a nozze. Una partita catechizzata in maniera sbagliata da parte sua.

Rosina – 5: Più volte lo abbiamo visto giocare in quella zona del campo e più volte viene riconfermato, a dimostrazione del pessimo buongusto di chi lo impiega. Il giocatore è in palese difficoltà fisiche, lento nel portare palla per eventuali ripartenze e poco lucido dalla tre-quarti in su. Fermo restando che i giocatori di calcio sono strapagati per il tipo di lavoro che fanno, se si vuole farli rendere al meglio bisognerebbe pensare anche a NON ROMPERLI!

Rinaudo – 5: Ritorno al passato… Vuoi per il terreno pesante, vuoi per la superiorità numerica dei felsinei a centrocampo, ma il caro Fabiàn non riesce a girare palla in maniera rapida, dando poca sicurezza anche al reparto arretrato. E se Coppola corre a vuoto, lui ne risente… e parecchio.

Coppola – 5,5: Come detto appena sopra, non riesce a correre con criterio a centrocampo anche per merito di quello bolognese. Da premiare lo spirito di abnegazione, ma ci vuole un po’ di disciplina tattica.

Castro – 5: Arruffone e inefficace palla al piede. La differenza tra il fare l’esterno d’attacco ed il trequartista sta nel fatto che, nel secondo caso, bisogna giocare ad un tocco massimo, altrimenti ti tolgono il pallone e rischi il ribaltamento di fronte.

Calaiò – 4,5: Non gli arriva, dicasi, una palla giocabile, si spazientisce e comincia a falciare gli avversari. Al 68′, però, la combina grossa, andando ad intervenire da tergo su Sansone e continuando nelle proteste: doppio giallo ed espulsione. Il suo essere così recidivo negli sbagli dimostra una certa strafottenza e non lo può consacrare più di un “buon giocatore”, nonostante le sue capacità tecniche indiscutibili.

Maniero – 5: Stavolta le sportellate le riceve…e anche tante. Perde quasi sempre i duelli aerei con Gastaldello & co e non riesce ad accorciare la squadra in frangenti dove c’era bisogno di rifiatare un po’. Ammaccato.

Marcolin – 4: Non sappiamo ormai quali misteriosi stratagemmi svolazzino beati nei meandri più oscuri della sua coscienza, ma venire a Bologna con 4 punte è sempre un po’ azzardato…solo un po’ eh. Se però ci verrà a dire che ha pensato di salvaguardare, in qualche modo, gente come Schiavi e Sciaudone per la sfida in casa col Livorno…continuiamo a non capire, visto che la coperta se la tiri da un lato dall’altro si accorcia. In questo suo ragionamento “scientifico” si è usciti dal Dall’Ara con il tabellino dei tiri in porta fisso a ZERO. Non so se mi spiego.

di Pietro Santonocito

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