Avellino 1-0 Catania – il pagell…ino

Seconda “steccata” consecutiva in trasferta per la squadra di Beppe Sannino che va a casa sicuramente ridimensionata, dopo le due vittorie consecutive in casa che lasciavano presagire una “remuntada” ben augurata da tutti.
Un dato certo… che è trapelato da questa partita è la mancanza di Rosina. Un giocatore come lui, dalla tre-quarti in poi, anche se non al massimo delle condizioni avrebbe avuto quel po’ di sale in zucca da mettere in frangenti dove, il grande Don Mario della parrocchia salesiana, avrebbe voluto gridare:”TUTTI A MESSA!“…ne avrebbe giovato il Catania, ma anche la partita in generale. Purtroppo, stop di 20 giorni…e questo non è un bene.
Un altro dato certo… “Non eravamo campioni contro l’Entella e non siamo brocchi neanche adesso“, per usare una frase ormai diventata epocale. Contro i liguri è stata una partita equilibrata fino a quando le squadre erano in parità numerica, dopo, ovviamente, il maggior tasso tecnico dei rossazzurri ha fatto la differenza. Quest’oggi è stata una partita guidata solo dai nervi e poco spettacolare, dove un singolo e ed unico episodio ha fatto la differenza a favore degli irpini.
Frison – 4,5: l’artefice della disfatta in terra irpina. Purtroppo duole dire la cruda realtà dei fatti…ma è così. Al 22′ Albertone atterra in area Castaldo che insacca dagli 11 metri con molta, troppa facilità…a nostro parere. In generale, piccole avvisaglie le abbiamo avute sia contro Il Vicenza che contro l’Entella, dove il portiere veneziano si è dimostrato parecchio incerto nei gol ricevuti da entrambe le formazioni, ma quando vinci, si sa, tutto viene sempre molto camuffato. Quest’oggi ha confermato la non lucidità mentale dimostrata nelle precedenti partite e ciò risulta dannoso per la squadra.
Peruzzi – s.v.: Esce al 27′, anche lui, per infortunio…non si capisce proprio il perché di tutta questa sciagura.
Capuano – 6: Partita senza infamia e senza lode per Ciro, che ha il buon mix tra esperienza e personalità per poter giostrare con sagacia una catena difensiva a tre, a quattro o a cinque. Sarà difficile per Sannino rimpiazzarlo per Spolli.
Gyomber – 6: Buona la prestazione dello sloveno che non ha subito il contraccolpo psicologico di doversi spostare da centrale a terzino destro in corso d’opera. Al solito, però, un cartellino giallo da risparmiare…
Sauro – 5,5: Anche lui, idem di Peruzzi, brutta copia di quello visto martedì scorso contro l’Entella. Falloso oltremisura, si preoccupa solo ed esclusivamente di Castaldo (non sempre con grande efficacia) e ha due importanti difetti: non salta mai con le mani larghe e non esce al limite dell’area ad aggredire il tiratore avversario…due delle principali caratteristiche che fanno di un difensore…un difensore.
Monzon – 6,5: il migliore in campo per i rossazzurri. Cosa strana quanto soprendente è la sua partita: prima, da esterno di centrocampo, 20 minuti di sostanza anche con alcuni buoni cross; poi, da terzino, una partita attenta e ordinata sia in fase difensiva che in fase offensiva, impreziosita da una discesa non sfruttata da Leto. Un bel riacquisto potremmo dire, sperando che le pacche sulle spalle non possano ringalluzzirlo oltremodo.
Escalante – 5: Davvero un altro giocatore lontano dal “Massimino”. Lento, impacciato e poco preciso quando deve riavviare la manovra d’attacco. Alcuni palloni gettati in aria che dovevano essere gestiti in altro modo e poca, pochissima grinta in mezzo al campo. Davvero sbalorditivo in negativo in così poco tempo.
Rinaudo – 6: Ineguagliabile quanto a furore e mordente. Escalante non lo aiuta ed è costretto a prendersi tutto in groppa facendo da interditore e da regista. Purtroppo non sempre viene capito dai compagni (uno a caso…Leto), perciò si vedono i suoi lanci nel nulla, ma è sempre l’ultimo a gettare la spugna…ammirevole…
Martinho – 5,5: Galoppa sulla fascia sinistra, come sempre, a gettarsi addosso le invidie di “Furia cavallo del West”. Peccato che oggi Sannino abbia dimenticato di togliergli i paraocchi, perché in alcune occasioni l’agognante Calaiò lo vorrebbe tramutare in polpetta e mangiarlo con una spennellata di “salmoriglio” in Via Plebiscito. Esce, anche lui, per infortunio…e ora BASTA!
Leto – 4: Commenti, oramai, per questo indisponente giocatore sono ridondanti. Quando sei a terra e i tuoi compagni di squadra non vogliono accompagnare il pallone fuori per permetterti di essere soccorso…qualcosa vorrà pur dire; quando ti arrabbi perché non ricevi la palla nei piedi, tu, avvenente e promettente giocatore da false speranze…un po’ sbagliato sei come persona…ma solo un pizzico eh. Direi che c’è dell’altro attorno al caso Leto…e non sembra abbia a ché fare con la società. Fatevi due conti…
Calaiò – 5,5: Bé, c’è poco da dire. Quando torni a casa con la casella “0 tiri in porta” è ovvio che qualche spiegazione ce la deve dare anche Emanuele. Partendo dal presupposto che, nel gioco del calcio, non ci sono angeli o santi che possano esimersi dall’essere criticati, ci sentiamo di spezzare un’ultima lancia (e anche mezzo voto in più) in suo favore dicendo che, probabilmente, è stato servito poco e malamente. Non ci auguriamo, tuttavia, di vederlo ancora in coppia con Leto…davvero controproducente.
Marcelinho – 5,5: Anche lui deludente sotto l’aspetto caratteriale. Si fa vedere poco in tutto l’arco della partita e viene quasi sempre raddoppiato in fase di possesso palla. Un altro giocatore fantasma di sé stesso.
Calello – 5,5: Il suo ingresso in campo non ha cambiato di tanto gli equilibri in campo, ma è servita, probabilmente, a dare un po’ più di copertura in mezzo al campo, anche se tutta questa differenza non l’abbiamo notata. Partita incolore la sua.
Cani – s.v.
Sannino – 5: E’ vero che esistono giocatori che, giocando, prendono confidenza e fiducia…ma non è il caso di Leto, indubbiamente. E’ improponibile farlo giocare come seconda punta nel 4-4-2 accanto a Calaiò…questo ci ha sbalordito un po’ tutti. Poiché lo stimiamo come persona, pensiamo che lo “voglia recuperare psicologicamente”, senza alludere a nient’altro di tendenzioso ma, a vederlo giocare in quel modo, più di qualche dubbio rimane a tal proposito.
Ultime riflessioni…
Ci è stato detto che la preparazione sostenuta dal professor Ventrone in questo ritiro sia “a lunga gittata”…ma siamo sicuri che sia stata una preparazione atletica o una spedizione in Afghanistan? La sfortuna non può più essere un alibi se perdi 2, 3 ,5 giocatori per problemi muscolari ed è altrettanto certo che un giocatore infortunato se gioca (sotto infiltrazioni) non può dare il 100%, se non gioca, non si allena, quindi la forma la perde in ogni caso. Mistero o mangime per i polli? Questo è il problema.
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