Allenatori alle pendici dell’Etna: tra recente passato e futuro


L’anno calcistico 2015/2016 del Catania Calcio ha visto come primo protagonista il signor Giuseppe Pancaro, di Cosenza, al quale ,precedentemente, il 4 giugno del 2014 era stato assegnato l’incarico di seguire la Juve Stabia. Esonerato il 13 marzo del 2015, Pancaro viene chiamato dalla dirigenza etnea, diventandone allenatore il 16 luglio dello stesso anno.
La stagione non parte bene, in quanto gli etnei dopo una gravissima retrocessione in Lega Pro, dopo lo scandalo delle partite comprate, ha da scontare 12 punti di penalizzazione, ma la squadra si presenta in condizioni più che sufficienti e ottiene in 6 giornate, 4 vittorie e 2 pareggi che permettono di eliminare la grave penalizzazione inflitta alla società etnea. Pancaro per motivi che non sono stati spiegati né dalla società né da lui stesso, decide di sostituire il portiere Luca Liverani con Elia Bastianoni per la quinta giornata del campionato di Lega Pro, il quale non mostra valide capacità nel suo ruolo e viene sostituito dopo la pessima partita disputata contro il Melfi, conclusa per 3-3.
Dopo la partita giocata contro la Juve Stabia, persa per 2-1, il gioco della squadra catanese vede un forte declino e cominciano ad evolversi situazioni poco piacevoli. I giocatori non riescono più ad intendersi fra di loro, non riescono a gestire il controllo della palla sbagliando ogni passaggio e arrivando, la maggior parte delle volte, in ritardo sul pallone.
Il 27 febbraio arriva una svolta ‘importante’ per la squadra etnea ,poiché dopo la sconfitta della squadra per 0-1 contro la Casertana, la quale mette nei guai i rossazzurri sempre più coinvolti nella lotta per evitare i play out, la triade del club etneo si adopera e valuta la possibilità di cambiare guida tecnica (piace,infatti, Carmine Gautieri e valutano anche Silvio Pagliari), per dare una scossa ad una squadra che gara dopo gara si mostra sempre più involuta. Di conseguenza prendono la decisione di esonerare Giuseppe Pancaro che in 24 giornate sotto la sua guida tecnica ha portato 35 punti sul campo con una media di 1,46 punti a partita. Non si capisce il cambiamento del portiere Luca Liverani con Elia Bastianoni che ha subito una media gol pari a 1,46 rispetto a quella del primo portiere, decisamente migliore; non si capiscono nemmeno le sue dichiarazioni più che positive verso la squadra dopo le pessime sconfitte subite e per il bruttissimo gioco disputato.
Marcello Pitino, Giuseppe Bonanno e Fabrizio Ferrigno,dunque, scelgono di mettere alla guida dei siciliani,Francesco Moriero. Leccese, ha allenato diverse squadre in Lega Pro. L’11 novembre 2015 diventa mister del Martina, ultimo in classifica, ma decide dopo 2 giorni di abbandonare immediatamente l’incarico a causa delle vicissitudini societarie della società pugliese e l’1 marzo del 2016 viene scelto come allenatore del Catania.
L’allenatore ha a disposizione 5 giorni per prepararsi alla partita contro il Martina ma ciò non basta poiché la squadra non mostra nessun miglioramento e viene sconfitta.
La prima vittoria con l’allenatore Moriero arriva al Massimino contro il Messina, gara disputata senza impegno dai giocatori di Moriero. Questa vittoria serve a dare più animo alla squadra la quale si mostra incolore, molle e vagante sul campo ,come si è visto nelle ultime partite, senza un minimo miglioramento. Questa situazione continua fino alla 34 esima giornata del campionato e i rossazzurri si trovano in una situazione sgradevole in quanto se non vincono l’ultima partita contro l’Andria e il Monopoli vince la partita contro il Matera , andrebbero direttamente ai play-out.
Gli etnei riescono a tenere testa all’Andria e conquista la vittoria, ottenendo cosi soprattutto grazie al Matera,che ha pareggiato contro il Monopoli,la salvezza e la permanenza in Lega Pro. Con Moriero la squadra dell’elefante ha conquistato 14 punti in 10 giornate, con una media di 1,40 punti a partita. Il bottino stagionale dei due allenatori rossazzurri è quindi molto vicino ed ha uno scarto di soli 0,06 punti a partita, che equivale ad una differenza di un punto totale secondo le proiezioni dei due dati statistici. In particolar modo si nota come Moriero, anche se non ne capisca granché di tattiche e tecniche ha cercato di dare più grinta e volontà alla squadra rispetto al piatto, lineare e senza miglioramenti lavoro di Pancaro.
Da qualche ora voci incontrollate danno una possibile candidatura per la prossima panchina etnea di Pino Rigoli, catanese, allenatore dell’Akragas dopo le dimissioni di Nicola Legrottaglie presentate il 17 gennaio 2016. L’allenatore della provincia etnea ha dichiarato che nel caso in cui la società rossazzurra dovesse chiamarlo, sarebbe onorato di sedersi sulla panchina etnea anche se ha perso ‘’appeal’’ dopo il suo comportamento poco rispettoso nei confronti della società dell’elefante al termine della partita Akgras-Catania terminata con la vittoria degli agrigentini per 3-2.
Egli si mostra non adatto a svolgere un ruolo cosi delicato e importante come guidare una squadra i cui tifosi dopo 3 anni di sofferenze atroci e di umiliazioni si attendono una stagione da primato. Sarebbe meglio quindi che a ricoprire l’incarico debba essere un allenatore di polso e gran conoscitore della categoria in grado di trasmettere alla piazza catanese e alla squadra carattere ma soprattutto certezze.
Questo articolo è stato letto 0 volte
Dalla curva: i commenti