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Istinto RossazzurroVersione completa

A mali estremi…

Pietro SantonocitoAggiornato
Pulvirenti
fonte: itasportpress.it
Pulvirenti
fonte: itasportpress.it

Giunti, oramai, al limite dell’imbarazzante, dopo le tante accuse, per Pulvirenti ed i vertici societari è doveroso riuscire a separare il destino del club da quello delle persone coinvolte a questo scandalo. Secondo l’articolo di Andrea Lodato sul quotidiano La Sicilia, mentre sembra ormai ovvia la radiazione per l’ormai ex presidente etneo, rimane ancora un piccolo pertugio di uscita da questo inferno per le sorti del nostro Catania.

Il tentativo della difesa sarà quello di aumentare il margine di dubbio riguardo la possibilità che lo stesso Pulvirenti possa essere stato raggirato e, successivamente, truffato dagli stessi interlocutori finiti al centro dell’inchiesta “i treni del gol”. Infatti, se risulta alquanto ovvio e dimostrato il passaggio di denaro tra l’ex numero uno del Calcio Catania e i vari “complici” dell’operazione, tanto non si può dire, invece, sull’effettiva consegna del denaro nelle mani dei calciatori sino ad ora ritenuti “sospettosamente indiziati”. Ad oggi, in effetti, neanche sotto patteggiamento c’è mai stato uno fra gli atleti tirati in ballo che abbia ammesso contatti o avvicinamenti con i cosiddetti “interlocutori”, avvalorando la tesi difensiva dei legali rossazzurri.

Questa strategia che verte nella separazione tra giustizia ordinaria e sportiva (in modo che l’una non vada a peggiorare l’altra e viceversa) risulta di vitale importanza rispetto alle ultime denunce della Federbet riguardo altre eventuali partite combinate in passato dal Catania (…E NON SOLO), come l’etichettata dal “Sun” inglese – Italian Job – Chievo – Catania 1-1 del 2010. Il rischio sarebbe che il Catania funga da capro espiatorio di tutti i mali di un sistema “calcio italiano” e, in senso più ampio, di un sistema italiano con diversi pesi e misure. La sentenza, a quel punto, sarebbe davvero drastica. L’obiettivo è quello di limitare i danni e sperare in una pena non eccessiva, come quella della retrocessione in Lega Pro con il minor quantitativo possibile di punti di penalizzazione.

di Pietro Santonocito

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