A “Maldonado” non si guarda in bocca

Resilienza Catania. Di necessità virtù con qualche pecca di troppo. Vincono le deviazioni fortuite. Juve Stabia – Catania 1-1.
Sicuramente, non abbiamo vinto. Sicuramente, Castellammare si rivela teatro di mille fatiche, una in più nel comprendere certe inopinabili decisioni arbitrali.
Certamente, alcuni errori si potevano evitare, con un pizzico in più di attenzione. Ovviamente, si giocava contro un avversario reduce da 4 punti nelle ultime 5 partite.
Però, non si è perso. Però, si è riusciti a rimontare uno svantaggio in un campo quasi sempre tabù per i colori rossazzurri e si è finito in crescendo.
Bottino magro, bottino insipido per i palati fini, ma il concetto chiave di questa partita è uno e uno soltanto: non si è perso.
La solita manfrina del bicchiere mezzo pieno o vuoto
Non possiamo dimenticare. Al “Menti” abbiamo giocato diverse partite negli ultimi 6 anni e negli anni della serie C1 e C2.
Ci riteniamo soddisfatti del risultato? No. Ci riteniamo appagati? Nemmeno. Possiamo trarre degli spunti positivi da questa partita? Sicuramente.
Ma allora il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? La solita domanda delle ore X posta dal qualunquista compulsivo.
Non è un bicchiere. È un buon profumo tra le macerie conferito dalla consapevolezza che questa squadra, nonostante alcuni limiti, ha il carattere per rimettere in piedi un match abbastanza complicato.
In altri anni, dopo aver subito gol contro queste squadre, la partita l’avremmo persa…spesso malamente. Ieri si è finito con un pareggio ed un paio di occasioni da recriminare, specie per dubbie decisioni arbitrali.
Rimane il rammarico per non averla, addirittura, vinta. Ma i ragazzi di Raffaele ci hanno provato, lottando con le unghie e con i denti per strappare il pallone dai piedi gialloblù.
In evidenza, il carattere di Maldonado
Criticato un po’ da tutti sino ad ora, ci chiedevamo quando sarebbe venuto fuori il suo carattere.
Le qualità ci sono tutte e si vede da come tocca palla, ma questa volta riesce ad essere sempre presente in fase di uscita da situazioni complicate e ad accompagnare l’azione.
Ottimo lavoro a centrocampo anche in chiusura, dove l’ecuadoregno cerca di chiudere spazi e sortite offensive.
Il gol corona una prestazione soddisfacente da ogni punto di vista, contraddistinta da quantità e qualità. Ciò che serve in quella zona del campo.
Certo è che bisogna confermarsi, quindi lo attendiamo con molta trepidazione. A questi livelli può dare a Raffaele molte soluzioni tattiche aggiuntive.
Male la difesa
Nota dolente la difesa, troppo allegra nelle marcature e in chiusura.
Fa fatica Giosa a contenere le scorribande stabiesi, complice anche un Izco davvero irriconoscibile. Ci si trova sempre in inferiorità numerica.
I calci da fermo sono un incubo per tutti i difendenti etnei. Marcature parecchio approssimative e poca intesa tra i reparti.
Unica nota positiva, paradossalmente, proprio l’estremo difensore etneo Confente. Alcune parate in distensione plastica suggeriscono qualità importanti ancora non a pieno espresse.
Ma a caval donato non si guarda in bocca…
…e ci prendiamo questo punto che muove comunque la classifica, in attesa del recupero contro la Paganese. Certi che la direzione intrapresa è quella giusta.
Pietro Santonocito
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