Ternana – Catania 3-2: si sta come d’autunno, sugli alberi, le foglie…

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Ternana - Catania 3-2 - post-partita - pagelle

Niente da fare per gli uomini di Andrea Camplone. Al Liberati arriva la quarta sconfitta consecutiva in trasferta. A nulla è servita la reazione degli ultimi 20 minuti. Ternana – Catania 3-2.

Ternana – Catania 3-2. Richiamo ad un testo storico che rievoca, seppure in chiave decisamente più frivola, situazione di precarietà, mista a tensione e paura che amplificano l’instabilità del contesto in cui è ambientata.

“Si sta, come d’autunno, sugli alberi, le foglie”, così recitava Giuseppe Ungaretti alludendo al suo vissuto attuale, nei momenti più nefasti della Grande Guerra. Non fu poeta che avesse voluto intenzionalmente fare il poeta…men che meno scrivere una poesia, date le condizioni in cui egli stesso si trovava.

Lo faceva per annotare, per appuntare e – bombe permettendo – per ricordare ai posteri la situazione vigente in quei momenti di insicurezza, dove respirare un secondo in più non era per niente scontato.

Non lo faremo nemmeno noi, evitando di “reggere un paragone fuori dalla nostra portata”, il cui contesto sosta su piani d’importanza di gran lunga inferiori alle problematiche calcistiche. Saremmo tediosi.

Faremo da interpreti della situazione attuale, anacronisticamente differente dalla prima guerra mondiale, ma sentimentalmente simile ai frangenti in cui ha senso valutarla.

Non si offenda il lettore, magari stizzito da metafore che nasceranno e moriranno nello stesso momento in cui le leggerà. Vuole solo chiarezza, il lettore, in un “paragon che non porta pena” che rappresenta la parafrasi del momento attuale in casa Catania.

Il campo

La partita di Terni ha messo a nudo, per fortuna in maniera inequivocabile, tutte le carenze della squadra etnea. Il risultato appare, ai più, parecchio bugiardo, in virtù delle molteplici occasioni da gol alacremente divorate dalle “fere”.

Contiamo dozzine di occasioni sprecate, in un contesto dove i padroni di casa sembravano una squadra già militante in serie B ed il Catania un’onesta squadra da salvezza della serie C. Non è esagerazione, la nostra: si tratta di sacrosanto realismo.

Resta da capire se il futuro possa diventare un po’ più roseo di quello che si prospetta. Considerando, tuttavia, le dichiarazioni post-partita, sembra che non ci sia nulla di che preoccuparsi. Siamo di tutt’altro avviso…

“Abbiamo troppi infortunati”, “Manca gente importante”. Ancora alibi su alibi. La domanda sorge spontanea:”Come mai così tanti atleti infortunati?”. La risposta sposterebbe le responsabilità oggettive sul lavoro svolto a Torre del Grifo (e su chi lo conduce).

D’altra parte, se Mbende non parla la lingua italiana può essere un problema di comunicazione. Tuttavia, se prendi gol dopo 3 minuti a Reggio in quel modo e, puntualmente, riproponi le stesse oscenità a Terni vuol dire che non si è lavorato sul problema o lo si è fatto male. Solo la scarsezza di Ferrante ha alleviato i dolori.

Non parliamo di difesa, per carità. Per farlo, dovremmo puntare il dito contro tutti e undici giocatori etnei in fase difensiva, trovando oggetto di critica in loro da Di Piazza a Furlan. Tutta, dicasi tutta, la fase difensiva è errata.

Se ci metti anche del tuo, andando ad infilare il pallone in rete per beneficenza, allora crediamo che il contesto parrocchiale sia più idoneo. Non è un problema di postura, coordinazione o senso della posizione di un difensore: è “indole alla carità”.

L’extra-campo

Poi ci sono le rogne che stanno aldilà del rettangolo verde. Su quelle non abbiamo basi per commentare, ma non vediamo nessun tentativo di soluzione al problema che esse hanno lasciato.

C’è da capire quali e quanti investimenti sono stati programmati per il mercato di Gennaio, in quanto servirà mettere obbligatoriamente mano al portafoglio per dare un senso ad un campionato già compromesso per la prima posizione in classifica (salvo insperati harakiri delle dirette interessate).

Ma qui c’è poca poesia che tenga. Andrebbe avviato un processo comunicativo chiaro ed inequivocabile, mirato a definire il progetto che la società Calcio Catania ha intenzione di definire da adesso per i prossimi anni a venire, senza considerare eventuali proposte di acquisto.

Nel caso in cui il “vivacchiare in questa categoria” sarebbe la garanzia massima fino a quando non si riuscirà a trovare un reale acquirente, allora sarebbe giusto precisarlo a chiare lettere, senza lasciarlo intendere.

Peccato che, per quanto sforzo possiamo fare nel ribadirlo, rammentarlo agli addetti ai lavori o al lettore stanco di mangiare pasta e cucuzza ogni anno, si rimane sempre, inesorabilmente, sugli alberi…appesi a rami metaforici, come scrivevamo ben 4 anni fa. Perché di sano e robusto è rimasto solo un unico sentimento: l’Istinto Rossazzurro.

Ternana – Catania 3-2: le pagelle

TERNANA (4-3-1-2) – voto 6,5: Iannarilli; Parodi, Suagher, Bergamelli, Mammarella; Paghera (dal 64’Damian), Palumbo, Salzano, Furlan (dal 69′ Celli); Ferrante (dal 76′ Vantaggiato), Partipilo (dal 77′ Marilungo). A disp.: Marcone, Tosto, Celli, Nesta, Mucciante, Niosi, Damian, Russo, Torromino, Vantaggiato, Defendi, Marilungo. All: Gallo.

CATANIA (4-3-3): Furlan 5; Calapai 5, Mbende 4, Silvestri 4,5, Biondi 5 (dall’88’ Curiale sv); Dall’Oglio 4,5 (dal 68′ Llama 4), Lodi 3,5, Welbeck 4,5; Mazzarani 6 (dal 77′ Rossetti sv), Di Piazza 5,5, Di Molfetta 4,5 (dal 68′ Barisic 5). A disp.: Martinez, Della Valle, Pinto, Noce, Pino, Esposito, Rizzo, Llama, Barisic, Curiale, Distefano, Rossetti. All: Camplone 4.

ARBITRO: Matteo Gariglio di Pinerolo – voto 3.

ASSISTENTI: Gianluca D’Elia ed Andrea Niedda entrambi della sezione di Ozieri – voto 3.

AMMONITI: Palumbo al 26′, Silvestri al 38′, Dall’Oglio al 49′, Mazzarani al 57′, Parodi al 63′, Bergamelli al 71′, Llama all’89’, Salzano al 91′, Vantaggiato al 95′

ESPULSI: Palumbo al 93′

RECUPERO: 0 pt; 4 st.

INDISPONIBILI: Proietti, Sini e Repossi; Sarno, Saporetti e Catania

SQUALIFICATI: –

Pietro Santonocito

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