Il Catania non punge e non si fa pungere. Esame Reggina alle porte.

Il Catania non punge e non si fa pungere. Esame Reggina alle porte.

Un risultato non di poco conto. Lo 0-0 maturato al Menti di Castellamare di Stabia ha un suo peso non indifferente. I gialloblù allenati da Fabio Caserta macinano punti su punti. Nessuna buca li ha fermati nel loro percorso verso la scalata alla vetta. Sottil & Co., reduci dalla figuraccia rimediata al cospetto del Catanzaro, improntano una gara attenta tatticamente ma distratta in fase di finalizzazione. Il motivo, probabilmente, è più facile di quanto di possa pensare.

NESSUNO PUNGE: le Vespe non sfondano. Di pari passo non riesce neanche al Catania. Gara carica. Gara attesa. E. come volevasi dimostrare, gara dove nessuno si è voluto far troppo male. Il temersi l’un con l’altro, se sportivamente palesa il rispetto al tuo avversario, ha come risultato, nella maggioranza dei casi, il non sortire effetti sul piano del risultato. Rosso azzurri che escono illesi dall’alveare del Romeo Menti seppur la palla del vantaggio sia arrivata al momento giusto ma nella situazione mentale sbagliata. Marotta spreca e la gara vive all’interno di una pellicola che descrive come l’apicultore non si sia impegnato più di tanto nell’adempimento del suo dovere. Sia chiaro:la squadra di Sottil non ha prodotto miele.

NON PRENDERLE:il Catania, come evidenzia l’andamento della partita, ha cercato, a volte riuscendoci, di imporre il proprio gioco. Una coperta corta: se l’atteggiamento è migliorato, dall’altro lato brilla una faccia della medaglia che vede gli etnei poco incisivi o lucidi in fase di realizzazione. E nel calcio se non la metti dentro difficilmente riesci a portare a casa il pane.

CANTIERE APERTO:tra moduli, formazioni, status di forma fisica il Catania risulta, alla decima giornata di campionato, un cantiere aperto. Work in progress di una squadra che doveva già essere pronta per far sentire il proprio peso in classifica. Eppure a fine gara Lo Monaco se lo lascia anche scappare… “troppi cambi non hanno giovato”. La ricerca della propria identità è ancora in fase “loading”.

ESAME REGGINA:la sconfitta interna contro il Catanzaro, seguita a quella di Potenza ed alla risicata vittoria contro il Siracusa, non può essere sottovalutata. Il cammino della Juve Stabia risulta più marcato rispetto a quello del Lecce nello scorso campionato. Il Catania vede la vetta da qualche kilometro più in basso ed ha bisogno di punti. Se è stata brava a tener testa alla capolista ora dovrà trovare la maturità che gli permetta di raggiungere l’equilibrio necessario affinché si possa parlare di “genio e sregolatezza”. Mixare l’attenta fase tattica alla lucida follia della ricerca della rete. Questo è compito di Sottil. Con la Reggina il tecnico alessandrino avrà poco da fare se non lavorare sui dettagli. Non cosa semplice per un Catania asfittico nella produzione del gioco offensivo. Con i calabresi sarà una gara tosta. Gara fisica e muscolare. La vittoria per essere degna di tal nome dovrà convincere. La convinzione che ne scaturisce rappresenterà la base di partenza per un lavoro che ancora pecca in alcuni suoi sviluppi.

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