Calcio Catania: The day after tomorrow

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fonte foto: Corriere dello Sport

Fra umori contrastanti e morale ferita, il Calcio Catania si appresta ad affrontare il giro di boa: Viterbese, Potenza, Catanzaro e Juve Stabia…per decidere cosa fare da grandi.

The day after Tomorrow“, film del regista Roland Emmerich, rappresenta per il Calcio Catania un punto di non ritorno che non ammette dietrofront.

La vittoria contro il fanalino di coda Paganese non ha cancellato le scorie di Trapani o la magra prestazione di Vibo Valentia, lasciando parecchi nodi da sbrogliare per la ciurma rossazzurra.

Nonostante la vittoria, seppure di misura, i rossazzurri sono stati congedati dal Massimino con una bordata di fischi, segno ineluttabile che qualcosa si è rotto e sarà molto difficile ripararlo.

I cori di dissenso sono indirizzati principalmente contro la proprietà etnea e l’A.D. Pietro Lo Monaco, reo di aver rilasciato delle dichiarazioni circa la forza della squadra sin troppo “ottimistiche”.

Reazioni, per alcuni, condivisibili, per altri meno, come tipicamente piace alla piazza catanese. L’unione di intenti pare utopia e, specie sui social network, regna una discrepanza di idee che non ha precedenti.

Calcio Catania: verba volant, “campo iubet”

La domanda che un qualunque passante o sportivo (non catanese) si pone al triplice fischio della gara è:”Ma per quale motivo i tifosi fischiano dopo una vittoria?

Le motivazioni hanno radici ben profonde, risalenti a circa quattro anni di perché irrisolti e di flagellazioni continue all’anima rossazzurra. Le più tenere trovano spazio tra imprecisioni umane che possiamo definire tranquillamente come degli errori.

  1. I ripescaggi serie B si sono trasformati in un pesante fardello sulla schiena. Un ritardo mai visto nella storia del calcio ha portato allo slittamento dei campionati di serie B e serie C. Colpe sicuramente di un sistema calcio italiano dall’ossatura sin troppo fragile e precaria.
  2. Preparazione atletica deficitaria. Le colpe del Calcio Catania sono state quelle di aver preso “sottogamba” il periodo di “quiete” che ha preceduto l’inizio delle ostilità. Ad oggi, i rossazzurri sono sempre più lenti ed impacciati di chiunque altra compagine del girone.
  3. Dal centrocampo in su troppe scommesse. Se i Lodi e i Biagianti, in qualche modo, pur non facendo i “maratoneti”, riescono a sopperire grazie alla dose smisurata di classe ed esperienza, questo non si può dire per gli altri. Parco attaccanti, su tutti, sopravvalutato.
  4. Mancanza di comunicazione tra tecnico e giocatori e tra tecnico e stampa. Nel primo caso, si nota nervosismo e animi sin troppo tesi durante il match; nel secondo, be’, qualche volta si esagera con l’ottimismo, tanto da diventare tediosi.

Il momento propizio!

Destino vuole che, nel momento di maggior scollamento tra squadra e tifosi, le altre squadre non facciano passi da gigante.

Una su tutti, la Juve Stabia, ha già ottenuto il suo terzo pareggio nelle ultime 5 partite. Pur non avendo perso ancora una partita, la marcia della squadra campana è sicuramente in frenata, come prevedibile per vie fisiologiche.

Coloro che viaggiano sulle ali dell’entusiasmo sono il Trapani ed il Catanzaro, due compagini che fanno del bel gioco l’arma migliore, ma se considerate che:

  • alla giornata 28 l’insidioso Monopoli va a Catanzaro (il Catania va a Viterbo);
  • alla giornata 29 riposa il Trapani ed il Catanzaro va a Bisceglie (il Catania ospita il Potenza);
  • alla giornata 30 il Catania va a Catanzaro ed il Trapani ospita la Casertana;
  • alla giornata 31 il Catania ospita la Juve Stabia (il Catanzaro va a Rieti ed il Trapani a Francavilla)

…molto del destino etneo si deciderà in questa quaterna di partite. Chiaramente, dovranno maturare dei risultati convenienti ai rossazzurri, ma questi ultimi non potranno più sbagliare.

Indietro…non si torna più!

Il tempo delle riflessioni, degli alibi, dei se e dei ma è stato superato già da un pezzo. Da adesso in poi, non conteranno più proteste o recriminazioni su quanto perso per strada, ma servirà solo gettare il cuore l’ostacolo, per legittimare un posizionamento in classifica ancora incognito.

Finché la Matematica non suonerà il gong, gli uomini di Sottil sono obbligati a tentare di raggiungere il primato. Non fosse altro, per quanto detto nel precedente paragrafo e per mantenere alta una concentrazione, in media, sin troppo labile.

Adesso, valgono gli uomini ai calciatori, i tifosi veri a quelli occasionali, un applauso in più e un fischio in meno, un piagnisteo in meno ai microfoni. Chi vuol salire sul carro, lo faccia adesso, altrimenti resti a casa. Indietro, non si torna più.

Pietro Santonocito

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